Packaging italiano: un 2025 da 10,5 miliardi di euro, tra nuovi record e nuove sfide
TUTTOFOOD si è chiusa a metà maggio con numeri da record: oltre 100.000 visitatori professionali arrivati da 80 Paesi per una delle manifestazioni più importanti d’Europa dedicate al food & beverage. Un evento che racconta bene lo stato di salute di un intero ecosistema industriale — quello alimentare — che in Italia si porta dietro, indissolubilmente, anche il comparto delle macchine per il confezionamento e l’imballaggio.
I numeri UCIMA: fatturato record a 10,5 miliardi
E i numeri, anche qui, parlano chiaro. Secondo i dati diffusi da UCIMA — Unione Costruttori Italiani Macchine Automatiche per il Confezionamento e l’Imballaggio — in occasione della propria Assemblea Annuale, il 2025 si è chiuso con un fatturato complessivo di 10,5 miliardi di euro, in crescita del 4% rispetto al già record 2024. Un risultato che arriva da 629 aziende del settore e oltre 40.600 addetti.
Export in testa, ma il mercato interno sorprende
A trainare la crescita è ancora una volta l’export, che vale 8,19 miliardi di euro — il 78,3% del fatturato totale, in aumento del 2,5% sull’anno precedente. Ma a sorprendere positivamente è soprattutto il mercato interno, cresciuto del 9,9% fino a raggiungere 2,27 miliardi di euro. Un dato che si spiega in gran parte con l’aumento della domanda dei settori food e farmaceutico, che in Italia hanno registrato incrementi superiori al 15%.
Non è un caso che siano proprio questi comparti a spingere il mercato interno: sono gli stessi settori al centro di TUTTOFOOD, dove ogni prodotto in fiera — che sia un formaggio, un prodotto da forno o una bevanda — arriva sullo scaffale grazie a una linea di confezionamento che ne garantisce qualità, sicurezza e continuità produttiva.
Cambio alla guida UCIMA e prospettive 2026
In occasione dell’Assemblea Annuale dei Soci, UCIMA ha anche cambiato guida: Maurizio Bertocco, presidente e amministratore delegato di ILPRA SpA, è stato eletto nuovo presidente per il quadriennio 2026-2030, succedendo a Riccardo Cavanna. Un passaggio di testimone in un momento comunque delicato: i primi dati del 2026 mostrano infatti un fatturato ancora in crescita, ma una raccolta ordini in flessione soprattutto sui mercati esteri — un segnale che il settore osserva con attenzione, senza però perdere fiducia nel medio periodo.
Cosa significa per chi lavora nel settore
Per chi, come LMC, lavora ogni giorno a fianco delle aziende di produzione, questi numeri raccontano una cosa semplice: la domanda di macchine affidabili, capaci di garantire continuità e qualità nel confezionamento, resta solida. Ed è proprio su affidabilità e continuità produttiva che continuiamo a costruire le nostre soluzioni.